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UN PONTE PER TERABITHIA

Film




UN PONTE PER TERABITHIA
Genere:Metafora

Regia: Gabor Csupo

Interpreti: Josh Hutcherson (Jesse Aarons), Anna Sophia Robb (Leslie Burke), Zooey Deschanel (sig.na Edmunds), Robert Patrick (Jesse Aarons sr.), Bailee Madison (Maybelle Aarons), Kate Butler (Nancy Aarons), Judy McIntosh (Judy Burke), Latham Gaines (Bill Burke), Carly Owen (Madison).

Nazionalità: Stati Uniti

Distribuzione: Moviemax

Anno di uscita: 2007


Orig.: Stati Uniti (2007)

Sogg.: tratto dal romanzo omonimo di Katherine Paterson

Scenegg.: David Paterson, Jeff Stockwell

Fotogr.(Panoramica/a colori): Michael Chapman

Mus.: Aaron Zigman

Montagg.: John Gilbert

Dur.: 94'

Produz.: Half Lieberman, Lauren Levine, David Paterson.


Giudizio: Raccomandabile/poetico **
Tematiche: Adolescenza; Amicizia; Avventura; Famiglia; Film per ragazzi; Letteratura;

Soggetto: Dopo qualche diffidenza iniziale, gli adolescenti Jess e Leslie diventano grandi amici. Lui ama disegnare, lei racconta storie fantastiche. Nella loro quotidianità, al di fuori della vita familiare, prende vita così Terabithia, un luogo nascosto nei boschi dove si rifugiano e sono accolti come re e regina. Un giorno inaspettatamente, mentre Jess è fuori con la sua insegnante di musica, Leslie muore in un incidente. Jess sente su di se la colpa del tragico evento, e fatica a riprendersi. Il padre ora capisce che deve stargli più vicino, e lui a sua volta comincia un rapporto di maggiore comprensione con la sorellina più piccola. Insieme vanno alle porte di Terabithia, e qui lui la incorona nuova regina.

Valutazione Pastorale: Il tema centrale é quello della fantasia messa in atto dai bambini e dagli adolescenti come difesa dalle difficoltà del quotidiano e quindi in funzione quasi terapeutica. Forse tale prospettiva non è nuova, ma certamente encomiabile e notevole é lo sforzo fatto dalla regia per sottrarsi ai rischi del prevedibile e infondere nuovo slancio alle immagini. La favola infatti si snoda leggera e delicata, affrontando vari aspetti (le difficoltà con i genitori il più facile, la religione e la 'morte' come assenza i più difficili) senza mai cadere nella pedanteria. Anzi restando aderente ad un realismo che non si nasconde problemi e incomprensioni ma che poi dà spazio all'invito a tenere la mente aperta, a lasciar correre l'immaginazione come potenza creatrice, a non fermarsi all'apparenza. Il punto forte é nella capacità di far capire che non bisogna arrendersi alla paura e che é possibile sperimentare strade nuove. Identificate anche in un uso non invasivo degli effetti speciali, proposti con misura e opportunità. Per raccontare e non per far passare il tempo. Ispirato da sinceri accenti lirici, il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come raccomandabile, e senz'altro poetico.



Utilizzazione: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e da recuperare in molte occasioni come proposta per bambini, adolescenti, ragazzi.


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